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ptipta - 22/12/2014

Disturbo del sonno

Buongiorno dott.Porta, Ho 21 anni e già da bambino soffrivo di sonnambulismo. Quasi tutte le notti mi alzo mi siedo sul letto e dico qualcosa per poi sdraiarmi e continuare a dormire. Delle volte mi alzo, faccio un giro e ritorno. La cosa strana è che al mattino ricordo di aver fatto qualcosa e la mia ragazza che spesso dorme con me, me lo conferma. Addirittura delle volte mi accorgo di essere nel bel mezzo del "sonnambulo" e chiedo scusa per aver provocato spavento a chiunque mi dorma vicino. Altro problema: spesso sogno di essere intrappolato o addirittura mi alzo la notte in panico. vagando per la stanza cercando porte o luci pensando di dover rimanere per sempre a girovagare nel buio e una volta svegliatomi ritorno a letto con il cuore a 1000. Lei cosa dice dottore? grazie

RISPOSTA:
Il fenomeno per il quale lei mi interpella rientra nell'ambito dei disturbi del sonno definiti parasonnie. E' uno dei fenomeni più interessanti dal punto di vista fisiopatogenetico che tocca un'ampia fascia di popolazione (incidenza dell'1-15% secondo le varie indagini epidemiologiche). Da non confondersi sonnambulismo con sonniloquio. Nel primo si tratta di un fenomeno legato al "somnus" e l'"ambulatio" (cammino); nel secondo la fenomenologia clinica è solo il parlare mentre si dorme. Il problema è grave quando: 1) durante il fenomeno di sonnambulismo un paziente presenta rischi legati all'incolumità (affacciarsi alla finestra) 2) il soggetto presenta problematiche di aggressività 3) il sonnambulismo di presenta assai frequentemente comportando una cattiva qualità del sonno e quindi una cattiva qualità di veglia. Vi sono Centri del sonno nei principali Ospedali e Università che si occupano proprio dei disturbi del sonno. Di fatto i trattamenti possibili possono essere svariati, da quelli psicologici con obiettivo di migliorare la qualità del sonno a quelli farmacologici con utilizzo di benzodiazepine. Questa seconda strada abbisogna di un controllo medico specifico. In sintesi il problema di per sè non è preoccupante laddove si tratta di fenomeno sporadico. Non c'è da preoccuparsi. Vi sono risvolti genetici e va distinto il fenomeno che si presenta nel bambino e nell'adulto. Il primo è più frequente. Soltanto in casi gravi è indicato un trattamento. In linea di massima non c'è da preoccuparsi. Cordialmente, Mauro Porta

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Prof. Mauro Porta

Prof. Mauro Porta

Specializzazione: Neurologia


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