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I nostri medici
Prof. Guido Menzinger
Professore Ordinario di Endocrinologia - Università "Tor Vergata" Roma
 
Intervista

D. Perché si parla di diabete di tipo 1 e di tipo 2?
R. Si tratta di due malattie distinte. Il diabete di tipo 1 è caratterizzato da un difetto nella produzione di insulina e insorge acutamente soprattutto nei giovani. Il diabete di tipo 2 è caratterizzato da una resistenza all'azione dell'insulina e da un difetto parziale nella sua produzione e insorge subdolamente, soprattutto dopo i 40 anni: può restare nascosto anche per anni.

D. Quali sono i sintomi del diabete di tipo 1 e di tipo 2?
R. Il diabete di tipo 1 si annuncia con sete, urina abbondante, fame e dimagrimento e può progredire, se non trattato, verso una condizione di nausea, vomito e sonnolenza, fino al coma. Il diabete di tipo 2 si manifesta tardivamente attraverso complicanze croniche a carico della retina dell'occhio, del sistema nervoso periferico, del rene e delle arterie. Può essere sospettato in presenza di familiarità diabetica e di obesità.

D. Quale terapia è indicata nei due casi?
R. Nel diabete di tipo 1 è solo possibile la terapia con insulina, da tre a quattro iniezioni sottocute ogni giorno, associata ad una dieta appropriata con attenta distribuzione dei farinacei nel corso della giornata, limitazione dei grassi, abbondanza di verdure e, infine, una discreta attività fisica. Nel diabete di tipo 2 è presente nel 90% dei casi di obesità, che è uno dei principali fattori di resistenza all'insulina. Il primo obiettivo della terapia è quindi la correzione del sovrappeso, con una dieta a basso contenuto di grassi, associata alla massima attività fisica, compatibile con le condizioni generali del paziente e con le sue condizioni di vita. Se questo approccio non ha successo e la glicemia resta elevata, si passa ad usare farmaci: biguanidi, che riducono la resistenza all'insulina, sulfaniluree, che stimolano la secrezione insulinica, altri farmaci simili al primo o al secondo di questi gruppi, che sono in via di valutazione. Un modesto beneficio può ottenersi anche da farmaci che rallentano l'assorbimento intestinale dei carboidrati, bloccando un enzima che è implicato nella digestione dei carboidrati stessi. È fondamentale un attento controllo della pressione arteriosa, che deve essere normale.

D. È possibile prevenire il diabete?
R. È certamente possibile prevenire il diabete di tipo 2 evitando l'obesità, la vita sedentaria e l'eccesso di zuccheri e grassi nella dieta. La possibilità di prevenire il diabete di tipo 1 è, invece, per ora scarsa, anche se vi sono ricerche promettenti. È più facile valutare il rischio di insorgenza del diabete di tipo 1 e, quindi, prepararsi alla comparsa di questa condizione.

D. Quali obiettivi si pone la ricerca scientifica in tema di diabete?
R. Tre obiettivi principali: l'identificazione più precisa delle cause del diabete di tipo 1 e la sua prevenzione; l'identificazione più precisa delle cause del diabete di tipo 2; l'identificazione più precisa del meccanismo che causa le complicanze oculari, renali, nervose e cardiovascolari nel diabete di tipo 1 e di tipo 2 e lo sviluppo di farmaci atti a prevenire e curare dette complicanze.

D. Quali sono la qualità e la speranza di vita del diabetico oggi?
R. La speranza di vita di un diabetico attualmente si discosta di poco da quella di un non diabetico purché vengano attentamente controllate glicemia e pressione arteriosa e si monitorizzino le complicanze.